“La pergamena di Ghelas”, il secondo romanzo di Vittorio Nalbone

26 Febbraio 2020
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Vent’anni, due romanzi pubblicati e un’onorificenza semi-statale. Vittorio Nalbone, giovane eccellenza gelese, ha già toccato punti alti e realizzato parte dei suoi sogni. Nel 2017 ha visto pubblicare il suo romanzo dal titolo La società raggiante nel mondo di Ogmìdia, che aveva cominciato a scrivere all’età di soli quindici anni. A novembre 2018 gli viene invece conferito dal Presidente della Repubblica il titolo di “Alfiere del lavoro”, onorificenza che dal 1961 è conferita ai venticinque migliori studenti d’Italia. Adesso Vittorio torna alla ribalta con La pergamena di Ghelas, la sua nuova fatica letteraria.

Come il suo precedente romanzo, anche quest’ultimo è stato pubblicato tramite la piattaforma di self-publishing ilmiolibro.it, e disponibile sia in formato cartaceo che in Ebook. Se ne La società raggiante, il genere fantascientifico si intrecciava con distopia e battaglie a sfondo politico, quello che viene fuori adesso è un vero e proprio “giallo in salsa sicula”, come definito dall’autore stesso. Come vuole infatti suggerire il titolo, La pergamena di Ghelas si ambienta nella nostra Gela, alternata alla vita metropolitana di Londra.

L’ingegnere Francesco Torretta, padre con una quarta figlia in arrivo e fresco di licenziamento, conosce sul volo Catania – Londra Victor Camberwell, figlio della proprietaria dell’Antica Pasticceria Spampinato, una nota pasticceria di Gela.
Un incontro furtuito che risulterà cruciale, dopo che la città verrà sconvolta dall’omicidio di un noto direttore di banca. Ad occuparsi delle indagini sarà il commissario Giuseppe Torretta, fratello di Francesco.

Il giovane Nalbone, attualmente studente presso la facoltà di Ingegneria dell’energia di Palermo, aveva cominciato a scrivere questa storia all’età di soli tredici anni, ma si era rivelata alquanto complessa per un ragazzino in fase pre-adolescenziale. Soltanto dopo il diploma ha ben pensato di riprenderne la stesura. Sono tante le verità su Gela che vengono riportate nella narrazione, in particolar modo le sue contraddizioni e quelle bellezze nascoste, talvota addirittura trascurate. Emergono anche le lotte di chi si batte per la riqualificazione in contrasto con l’insofferenza altrui. Non mancano i riferimenti ai reperti del patrimonio archeologico, che costituiscono una parte importante delle risorse patrimoniali di cui disponiamo. Non vengono meno nemmeno le prebalitezze della tradizione culinaria siciliana.

A differenza di tantissimi giovani, Vittorio ha scelto di continuare il suo percorso di studi in Sicilia, e invita gli altri a non abbattersi e a non demoralizzarsi rispetto alla propria terra. Più volte si è espresso in maniera contrariata rispetto al disfattismo e all’inconcretezza delle azioni altrui.
Per questo motivo ha sempre cercato di mandare un messaggio di positività e invitato il prossimo ad agire per il bene della comunità. Questo suo ideale riaffiora anche nel romanzo, in cui il protagonista che dopo essersi confrontato con una delle maggiori capitali d’Europa decide di scommettere nuovamente sulla sua terra d’origine.

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